E' sempre l'orecchio interno e quando è idrope si può curare.

L'idrope labirintico (o idrope dell'orecchio interno, idrope endolinfatico, idrope perilinfatico) è una condizione di aumento del volume dei liquidi dell'orecchio interno. Si tratta di una situazione anatomo-patologica ben nota e dimostrata da molti anni quale meccanismo alla base della malattia di Meniere, sebbene molti aspetti relativi alla cause primarie che ne determinano la formazione restino ancora sconosciuti. Attraverso la disfunzione idromeccanica e l'aumento di pressione che esercita su cellule e recettori, può causare ipoacusia, acufeni, vertigini, disturbi dell'equilibrio soggettivi, fullness, iperacusia, anche come sintomi isolati, o perfino non produrre, pur presente, alcun sintomo.

La scoperta (non mia!),  ormai da quasi 20 anni, del ruolo dell'ormone antidiuretico (ADH) quale regolatore dei liquidi dell'orecchio ha permesso di comprendere meglio l'idrope, almeno a chi vuole comprendere, e mi ha dato la possibilità di proporre un trattamento specifico.

 

"La teoria più semplice è spesso la migliore" (Guglielmo di Occam).


Acufeni, vertigini, disequilibrio soggettivo cronico, ipoacusia neurosensoriale, e fullness / orecchio chiuso (se si esclude l'analogo sintomo da orecchio medio per quest'ultimo disturbo) possono derivare solo da alterazioni a carico del complesso orecchio interno / nervi acustico-vestibolare. Se opportunamente studiato con particolari esami idonei e non solo con una semplice audiometria, come io ho fatto per anni su diverse migliaia di casi seguiti (ed ecco perchè non ne ho più bisogno) nessun paziente con questi disturbi ha esami perfettamente normali. Il motivo per cui a volte non si trovano queste alterazioni è che non le si sanno cercare, il che porta erroneamente ad attribuire a cause e sedi impossibili l'origine dei sintomi.

 

Prima di procedere con la lettura, penso sia necessario comprendere com'è fatto e come funziona l'orecchio attraverso questo video, se non lo avete ancora visto.

Le basi logiche della terapia anti - idrope
Idrope e Meniere non sono la stessa cosa...

 

Nonostante questo video abbia come titolo "La verità sulla malattia di Meniere" (ho infatti recentemente cambiato il titolo.. aggiungendo ".. e sui disturbi da idrope"), in realtà vengono affrontati numerosi temi che sono di interesse per tutti i pazienti anche se solo affetti da acufeni e/o ipoacusia, o al contrario da vertigini senza sintomi uditivi associati. Si parla infatti di aspetti psicologici dei diversi sintomi, (che se presenti tutti nella "vita" del paziente, perfino in epoche diverse, assumono la definizione collettiva di "sindrome di Meniere"), del ruolo dello stress e delle modalità terapeutiche per controllarlo, della corretta gestione dei pazienti con questi disturbi, dei comportamenti scorretti dei medici, di quel che si può fare e di quel che non siamo sicuri di poter fare. E' inoltre anche un ottimo sistema per conoscere il mio modo di pensare, parlare e di "fare" il medico, forse un po' "atipico" :-)
La visione di questo video è quindi consigliata a TUTTI i pazienti, tenendo peraltro conto anche del fatto che nulla esclude che sintomi che oggi mancano, potrebbero presentarsi in futuro, senza per questo dobbiate pensare che avete una "nuova" malattia.

Questa affermazione, che è alla base di tutto il ragionamento che mi ha portato (già da molti anni) a proporre una terapia specifica e a provare SEMPRE a trattare il disturbo quando giudicato effettivamente fastidioso (scorporando le componenti dovute ad ansia e preoccupazione per possibili evoluzioni future), deriva soprattutto dall'aver studiato l'ISTOLOGIA (cellule e tessuti), l'ANATOMIA (com'è fatto) e la FISIOLOGIA (come funziona) del corpo umano, esami dei primi anni di medicina che sono - o dovrebbero essere - la base di ogni attività medico-scientifica. Ragionamento ovviamente confermato da numerosi anni di ricerca e di esami, ma già valido per pura applicazione della logica. 
Sto forse dicendo che molti medici generici o specialisti fanno affermazioni assurde che possono permettersi di proporre solo grazie all' "ignoranza" del paziente che hanno di fronte....? Si...purtroppo è davvero così! 


Basterebbe un banalissimo ragionamento clinico che normalmente viene insegnato durante il corso di laurea per evitare di affermare cose assolutamente inaccettabili circa la sede di origine dei disturbi, deviando il paziente dalla possibilità di un eventuale trattamento idoneo.
 

In cosa consiste il sintomo? -> Quali organi o parti di organo possono produrlo in base alla loro specificità funzionale? -> Che tipo di alterazioni sono possibili in quell'organo?


Solo il labirinto  (orecchio interno) è in grado di inviare l'informazione sbagliata che determina la vertigine o il disequilibrio. Solo nella coclea o nel nervo acustico si può generare quel segnale bioelettrico che giunto alla corteccia cerebrale viene percepito come acufene.

Le diagnosi, in medicina non si ottengono facendo esami a casaccio, ma partendo da supposizioni logiche che richiedono la conoscenza delle basi di Istologia, Anatomia e Fisiologia e Patologia. Molti esami diagnostici e valutazioni oggi ancora proposti per lo studio di questi sintomi (TAC, Doppler, radiografie della cervicale...e perfino visite odontoiatriche o fisiatriche), sono invece completamente inutili e privi di qualunque logica, sebbene facciano girare... moneta, motivo per cui difficilmente verranno abbandonati. In pratica, si cerca la causa dappertutto, dalla cervicale o l'ATM, che mai e poi mai potranno dare vertigini o acufeni e meno che mai ipoacusia, non avendo alcuna relazione con l'orecchio, all'orecchio medio, dimenticando che l'origine dei sintomi può essere solo l'orecchio interno


E anche quando si arriva a comprendere la sede di origine del problema, l'idrope (la causa più frequente e l'unica trattabile e l'unica nota a tutti) è la più sottovalutata.
E purtroppo ancora per molti medici e perfino per molti pazienti (per colpa dei medici) ancora oggi si fa una gran confusione tra idrope e Meniere pretendendo che ci siano vertigini e magari pure tipicamente di almeno 20 minuti, per diagnosticare l'idrope.


Quando leggo in rete risposte ai pazienti come questa... scritta da un noto specialista operante a Roma che si autodefinisce "esperto di acufeni"...

Non è mai ...denti e ATM

 

Non esiste alcuna relazione tra i denti e l'orecchio o l'apparato uditivo e vestibolare in generale. Evitate di farvi togliere senza motivo denti del giudizio o di credere al ruolo di una possibile malocclusione. Anche l'articolazione temporomandibolare (ATM) non c'entra assolutamente nulla. Meno che mai, per trauma ripetuto sull'orecchio interno che si trova ben distante e circondato da osso durissimo.  Quindi, a meno che non vi sia altra indicazione, non buttate i soldi in inutili e fastidiosi bite. E se qualcuno vi racconta che è servito, si è trattato di una remissione spontanea, sempre possibile con l'idrope e non certo per il bite.

 

Non è mai ...naso o catarro

 

Il naso attraverso la tuba di Eustachio, è connesso all'orecchio... medio, e non all'orecchio interno e vertigini, ipoacusia neurosensoriale e acufeni sono disturbi che vengono dall'orecchio interno e non dall'orecchio medio. Evitate quindi di farvi prendere in giro spostando l'attenzione su una ipotetica deviazione del setto nasale da operare, a meno che non lo facciate per respirare meglio.

 

Non è mai  ...cervicale

 

Le patologie vere o presunte della "cervicale" non hanno assolutamente nulla a che vedere con i sintomi di cui qui ci occupiamo, siano acufeni, vertigini o altro. Quindi RX o peggio ancora risonanze magnetiche alla ricerca di una causa impossibile sono un assurdo spreco di tempo e di denaro...

 

Non è mai ...solo ...otosclerosi

 

L'otosclerosi è malattia che comporta il blocco della staffa, l'ultimo degli ossicini, per progressiva ossificazione. Sebbene spesso si associ all'idrope, l'otosclerosi non causa ipoacusia neurosensoriale, acufeni, vertigini o fullness. Sempre che la diagnosi non sia totalmente sbagliata...

 

Non è mai ..circolazione o virus

 

...o quanto meno mai per disturbi fluttuanti o reversibili. Dopo pochi minuti senza sangue e ossigeno le cellule ciliate subirebbero un inevitabile danno irreversibile, il che rende assurde e inutili le terapie con vasodilatatori o fluidificanti. Anche i virus, per moltiplicarsi, devono distruggere la cellula ospite. Nessuno ha mai peraltro dimostrato che i virus possano essere responsabili di danni all'orecchio interno. Trovare anticorpi non significa provare che il virus sia la causa.

Idrope e ADH

 

Gli esatti meccanismi di regolazione della quantità di liquido, necessario allo svolgimento della funzione cocleare (udito) e vestibolare (equilibrio) non sono ancora del tutto noti ma quel che sappiamo ci basta per poterne ricavare una terapia. Sappiamo che un ruolo importante viene svolto dall'interazione tra l'ORMONE ANTIDIURETICO (AntiDiuretic Hormone, ADH, noto anche come adiuretina o vasopressina) ed i recettori specifici di quest'ormone che sono stati identificati nell'orecchio interno oltre 17 anni fa.

 

 

Dalle certezze..

 

L'ADH regola la quantità di liquidi nell'orecchio interno (che sono di due tipi diversi, l'ENDOLINFA e la PERILINFA, situati in distinti compartimenti), attraverso la maggior o minor apertura di alcuni canali proteici denominati AQUAPORINE. Ad un maggior stimolo da parte dell'ADH corrisponde una maggior produzione o un minor riassorbimento di liquido nell'orecchio interno.


L'ADH è un ormone essenziale per la vita perché è il principale regolatore dei fluidi corporei attraverso la sua azione principale che si svolge sul rene, dove determina riassorbimento dell'acqua in continuo transito in quegli organi. L'ADH viene prodotto dall'ipotalamo (una parte del cervello), immagazzinato nell'ipofisi posteriore e rilasciato soprattutto in condizioni di carenza di liquidi, eccessiva concentrazione del sangue, eccesso di sodio... e condizioni di stress (non solo psichico, ma di qualunque natura, inclusi cambiamenti climatici e variazioni termiche, ciclo mestruale e stress di ogni altro tipo). Numerosi lavori scientifici hanno ormai dimostrato e continuano a dimostrare l'importante ruolo svolto da quest'ormone nella regolazione dei liquidi labirintici e nel mantenimento dell'idrope.

  Vedi la Bibliografia su idrope, Meniere e ADH

... e dalle ipotesi ...

 

L'ADH non è però probabilmente la causa dello sviluppo iniziale dell'idrope, che resta sconosciuta e che può essere diversa di caso in caso. Non sono però i livelli dell'ormone ad essere alterati, nel caso dell'idrope, bensì è l'orecchio ad essere ipersensibile all'azione dell'ormone. Si ritiene quindi che vi sia una "esagerata espressione delle aquaporine e/o dei recettori per l'ADH nell'orecchio interno". E' probabile che questa condizione riconosca anche una predisposizione genetica, ma certamente deve esistere qualche altro fattore X ancora sconosciuto a determinare l'effettivo aumento di volume e quindi di pressione dei liquidi. Ad esempio ci potrebbe essere un concomitante problema di riassorbimento per cui l'orecchio non riesce a smaltire la produzione stimolata dall'ADH.

Inoltre non è ancora chiaro perché in molte persone l'idrope è asintomatico sebbene documentabile con certezza e in altri produca sintomi, e cosa determini la variabilità (tra paziente e paziente e perfino nello stesso paziente in epoche diverse o nei due lati) dei sintomi che dall'idrope derivano.

 

... alla terapia!

 

Molto deve ancora quindi essere capito e accertato ma certamente il ruolo dell'ormone antidiuretico come fattore implicato nel mantenimento e nella eventuale recidiva dell'idrope è certo.... e basta agire su un anello della catena per poter interrompere il meccanismo patologico e proporre una cura, basandosi proprio su quanto sappiamo circa il ruolo dell'ADH, che pur non essendo il vero responsabile, diventa il nostro antagonista, non potendo agire direttamente sull'orecchio non essendo noti (e non essendo forse più corregibili) i fattori che ne hanno determinano l'ipersensibilità.

 

La terapia da me ideata, inizialmente su base empirica già molti anni fa, e quindi supportata in seguito dalle sempre maggiori dimostrazioni del ruolo dell'ADH, mira ad ottenere, con le sue varie componenti, proprio il controllo indiretto della produzione dell'ormone antidiuretico e della sua interazione con l'orecchio interno.

La diagnosi, quando si può fare, si fa con i sintomi.
Non con esami diagnostici.

Tutti i disturbi fluttuanti e ricorrenti sono sempre causati dall'idrope e mai da danni permanenti, che non potrebbero giustificarne le variazioni...

 

Nell' orecchio interno ci sono solo cellule ciliate o recettori vestibolari, fibre nervose (del nervo acustico o del nervo vestibolare) e liquidi (endolinfa e perilinfa). Cellule e nervi non hanno capacità rigenerativa dopo un danno e pertanto possono dare solo disturbi permanenti. Ne consegue che tutti i disturbi fluttuanti, variabili, incostanti sono SEMPRE derivanti, in parte o in tutto, da una condizione reversibile, ovvero da disfunzione causata dai liquidi. Le cellule ciliate, se danneggiate, muoiono in modo irreversibile e se il sintomo derivasse da questa "morte cellulare" dovrebbe anch'esso essere inevitabilmente costante, invariabile ed irreversibile. 

 

Questa certezza d'altronde è facilmente verificabile. Non esiste alcun paziente con disturbi fluttuanti o ricorrenti nel quale non sia possibile diagnosticare anche strumentalmente l'idrope. E proprio per questo io non li eseguo più. E proprio per questo non vi serve perdere ulteriore tempo ad eseguire esami prima di avviare la terapia. Non è assolutamente vero che l'idrope sia alla base solo della malattia o sindrome di Meniere come molti specialisti si ostinano a credere o a... voler far credere. O che idrope e Meniere siano sinonimi equivalenti, cosa assolutamente non vera, visto che la prima è una condizione anatomo-patologica che può causare sintomi, mentre la seconda è una condizione clinica derivante dall'idrope e avente determinati sintomi con determinate caratteristiche. Non serve quindi che ci siano tutti i sintomi di una sindrome di Meniere conclamata per riconoscere il ruolo dell'idrope ed avviare una terapia e non serve nessun esame per essere certi che in questo caso si tratti di idrope.

 

Oltretutto alcuni sintomi, quali le vertigini ricorrenti, incluse quelle da presunta "cupololitiasi", il disequilibrio soggettivo o la fullness sono sempre e solo dovuti all'idrope e mai a danni permanenti, perfino quando, come nel caso del disequilibrio o della fullness, il sintomo fosse costante. 

In questo caso anche se ovviamente l'idrope è confermabile anche con esami specifici (elettococleografia) a nulla serve farli perchè la diagnosi è già evidente e almeno parte del problema se non tutto (a seconda che si siano o meno quote fisse di disturbo) già sappiamo che deriva dalll'idrope e non da danni  permanenti.

 

 

...ma anche in presenza di sintomi costanti e invariabili  o di una quota invariabile di disturbi comunque incostanti, non esiste alcun modo di confermare danni permanenti e quindi di escludere che i sintomi siano causati, in parte o in tutto,  da un idrope persistente!

 

Quando un medico vi dice che "non c'è nulla da fare", che "il nervo è morto", che "il danno è irreversibile"... se lo sta inventando! Non esiste a tutt'oggi alcun esame (ad eccezione della biopsia che, distruggendo l'orecchio, avrebbe poca utilità pratica ai fini di quel paziente) che sia in grado di DIMOSTRARE la presenza di un danno permanente delle cellule ciliate o delle fibre del nervo acustico. Provate a chiedere al medico su quali basi fa questa affermazione e vedrete che non potrà rispondervi nulla se non che tutti sanno che le cellule ciliate morte non posso essere rigenerate. Verissimo! Pienamente d'accordo! 


Ma chi ci assicura che ci siano davvero cellule morte? E se fossero solo impedite nella loro funzione o stimolate dall'eccesso di liquidi (idrope) che è invece una situazione reversibile e curabile? 


Purtroppo in questi casi non possiamo nemmeno affermare che con certezza l'idrope sia l'unica causa per ogni paziente e che la cura potrà certamente dar risultati (come nella situazione precedente), ma perchè non provare visto che non ci sono possibili alternative  e statisticamante  moltissimi risultati prima di spingere il paziente a rassegnarsi?

 

Il problema, peraltro, si pone solo per l'ipoacusia o l'acufene "fissi", stazionari, senza alcuna reversibilità spontanea, tenendo presente che ovviamente se il disturbo nonostante sia sempre presente, varia di intensità o frequenza, almeno quella quota variabile, deve certamente essere dovuta all'idrope. Non è nemmeno vero che esistano cause specifiche che possono far sospettare la presenza di danni permanenti, ad esempio l'insorgenza dopo un trauma acustico. D'altronde esperienze di idrope da trauma acustico sono molto comuni se pensate a un acufene dopo un concerto o una notte in discoteca, che poi regredisce, cosa ovviamente impossibile se ci fosse stato un danno permanente. Spesso la "diagnosi" è peraltro solo l'espressione del fatto che il medico, non sapendo cosa dire, la costruisce su quel che voi stessi raccontate o su pure ipotesi prive di fondamento. Ed ecco allora che vengono coinvolti i soliti sospetti: il trauma acustico, l'età, l'ereditarietà, lo stress (ma senza sapere come), la circolazione, i virus, la cervicale e perfino l'articolazione temporomandibolare e i denti, quando non si tirano in ballo il fegato e chissà cos'altro. 

Ma anche in questo caso se facciamo esami l'idrope c'è sempre, solo che il riscontro di idrope con gli esami non ci assicura che quella sia la causa. Infatti sottoponendo a esami soggetti sani (accompagnatori dei miei pazienti) ho riscontrato idrope in un numero incredibile di persone del tutto asintomatiche.

Quindi la verità è che non possiamo dir nulla né fare alcuna diagnosi in presenza di acufeni fissi e non variabili o di una ipoacusia stazionaria.
Possiamo solo far terapia sperando che in parte o in tutto (come per fortuna almeno in parte è nella maggior parte dei casi) sia l'idrope persistente e non il danno permanente a determinare l'acufene e/o l'ipoacusia.

E' sempre l'orecchio, ed è sempre l'orecchio interno!

Le "altre" diagnosi

 

...non posso far altro che sorridere (per non piangere), pensando che probabilmente l' "esperto" specialista in questione non conosce la differenza tra idrope e Meniere visto che questa è semmai la descrizione di una ben più rara sindrome di Meniere classica (peraltro anche sbagliata) e non dell'idrope. Il che poi si riflette nella incapacità pratica di chi la pensa così di poter aiutare il paziente magari perfettamente curabile.

Questo succede purtroppo quando uno specialista impara sui libri invece che dai pazienti.

"Chi ha qualcosa da dire parli ora o taccia per sempre". Matrimonio? No! Buona medicina!

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