Idrope news acufeni, cura, idrope, ipoacusia, meniere, terapia, vertigini

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Ipoacusia neurosensoriale? Non solo protesi!

Ogni ipoacusia neurosensoriale (o percettiva), anche se stazionaria e non variabile o fluttuante può sempre in teoria essere dovuta a idrope ovvero a una disfunzione creata da eccesso di liquidi a carico di cellule ciliate sane. Qualunque diagnosi di danno permanente deriva solo da luogo comune ed è priva di qualunque fondamento non essendo dimostrabile. Certamente esiste la possibilità che quell’ipoacusia, se stazionaria e invariabile, sia davvero irreversibile, ma questo non può mai essere affermato a priori, non esistendo alcun esame in grado di dimostrarcelo.


Qualora l’ ipoacusia sia fluttuante, variabile incostante, questa è invece certamente dovuta almeno in parte o totalmente all’idrope e non può MAI essere dovuta solo a danno permanente che non giustificherebbe la variabilità qualunque sia l’ipotesi diagnostica che sia stata fatta.

E’ assurdo affermare che l’unica soluzione possibile sia il ricorso alla protesi acustica, quando spesso è sufficiente trattare l’idrope cocleare, ovvero l’eccesso di liquidi cocleari per assistere a recuperi uditivi e miglioramenti qualitativi, giudicati tradizionalmente impossibili solo perché nessuno ci ha mai provato.


E già che ci siamo voglio apertamente denunciare lo scandaloso aumento progressivo dei costi al paziente di questi dispositivi, sempre più cari ogni anno, con un ricavo stratosferico per l’audioprotesista, che comunque va detto, non è – non dovrebbe essere – solo uno che vende le protesi ma un consulente esperto che sa – dovrebbe sapere – come sfruttare al meglio questi dispositivi. Nell’interesse del paziente , e non del proprio portafoglio.  Ma questa considerazione esula dal mio ruolo di medico. Non faccio parte dell’Associazione Consumatori. Quello che accompagna lo scandalo dei prezzi è però che ogni paziente (diciamo molti, anzi troppi, per non generalizzare) si vede rifilare una o due protesi supersofisticate che ci manca solo che facciano il caffè la mattina, quando magari hanno solo una ipoacusia pantonale (uguale per tutte le frequenze) o magari perfino trasmissiva, con possibilità di ottimi risultati anche con semplicissime protesi analogiche di vecchio tipo che oggi sono praticamente introvabili. Le introvabili protesi tradizionali analogiche  saltano fuori da qualche cassetto buio solo quando chi paga è il Sistema Sanitario Nazionale (che a quanto mi risulta ancora passa solo quelle, a meno che uno non voglia pagare di tasca sua la differenza), e non il paziente personalmente. In pratica è come se io mi recassi in un autonoleggio. disperato perché ho rotto la macchina e devo andare al lavoro urgentemente a 5 km di distanza, e mi si racconta che sono rimaste solo Mercedes, facendomela pagare peraltro come se mi stessero dando una Ferrari. Un consiglio? Dite che i soldi non li avete, che magari salta fuori una Panda (pardon, una protesi meno sofisticata) della cui disponibilità si erano dimenticati, pur di vendervi qualcosa. Ovviamente ci sono audioprotesisti onesti e competenti in molti centri di protesizzazione acustica. Ma questi, proprio perché onesti, sanno benissimo che ho ragione e non si sentiranno certo offesi se ho parlato male… degli altri!Prima di acquistare apparecchi acustici digitali supersofisticati a prezzi stratosferici (parliamo ormai di 8000 euro la coppia in alcuni casi, che la gente paga senza battere ciglio perché non sa come difendersi) comunque, nel dubbio, chiedete sempre di provare, quanto meno se avete una ipoacusia lieve o uguale su tutte le frequenze guardando l’audiometria o magari trasmissiva (es. da otosclerosi non operata o da otite cronica…) una protesi più economica con volume regolabile manualmente. Poi se questa non fosse sufficiente, rivaluterete la situazione al bisogno.

Va però detto anche il contrario, ovvero che i progressi della tecnologia riescono oggi (e con miglioramenti perfino estetici, vista la progressiva miniaturizzazione) a offrire aiuto a pazienti che, fino a pochi anni fa davvero non avevano una soluzione ideale per loro, come ad esempio con le protesi open-fitting in caso di ipoacusia con caduta specifica sulle alte frequenze. E quelle costano! O meglio le fanno costare!

Il tutto senza dimenticare non ha molto senso ricorrere alla protesizzazione acustica prima di aver verificato se per caso il vostro problema di udito è dovuto a idrope e reversibile con la cura opportuna, decisamente, peraltro, … meno impegnativa dal punto di vista economico.

Dott. Andrea La Torre Specialista in Otorinolaringoiatria www.idrope.com

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Questo sito è interamente progettato e curato dal Dott. Andrea La Torre (Roma 26-4-1965), Medico Chirurgo (Roma 1989), Specialista in Otorinolaringoiatria (Parma 1993), iscritto all'Albo dell'Ordine dei Medici di Parma al n. 4661. Ogni parte del sito può essere liberamente copiata e diffusa, ma si prega di riportare l'autore e inserire link alla pagina originale.