Idrope news acufeni, cura, idrope, ipoacusia, meniere, terapia, vertigini

Tutti i post del blog sono stati recentemente importati dalla loro sede originale su Wordpress al blog del sito ed è necessario rivedere per ciascuno l'impostazione grafica del testo spesso modificata nel trasferimento e qualche altro problema come alcuni titoli tagliati e altro. Al più presto sistemerò tutto.

L’ “acufene pulsante”… che acufene non è…

L’occasionale percezione del proprio battito cardiaco nell’orecchio è un fenomeno relativamente frequente (erroneamente ed inspiegabilmente considerato raro in tutte le casistiche) e di per sé non patologico che, nella maggior parte dei casi, non richiede alcuna cura.

Se però il disturbo è frequente e fastidioso ci sono elevate possibilità (non prevedibili però) che sia trattabile con la stessa terapia proposta per l’idrope dell’orecchio interno.

Viene da tutti e per abitudine anche da me definito “acufene pulsante” ma non è assolutamente un acufene, non essendo un segnale bioelettrico ma un vero e proprio rumore realmente prodotto da una sorgente sonora, il passaggio del sangue nei vasi sanguigni.

Per capire meglio cosa sono gli acufeni vi invito a consultare www.drlatorre.info/acufeni

Alcune ricerche effettuate anni fa, la considerazione che questo disturbo è presente in sindromi certamente legate all’ipertensione dei liquidi endocranici, anch’essi regolati dall’ADH e il fatto che spesso compaia insieme ad altri disturbi da idrope per recedere nelle fasi di remissione, unitamente ai dimostrati benefici della terapia mi hanno convinto che nella maggior parte dei casi questo tipo di disturbo deriva anch’esso da un eccesso di liquidi, ma non dell’orecchio, bensì endocranici.

In questo caso però il criterio della fluttuazione o variabilità del disturbo che per un vero acufene indica la certezza che non dipenda o non dipenda solo da danni permanenti, non ha valore nel pronosticare il successo o meno della terapia, molto elevato statisticamente ma non prevedibile, perché in questo caso non si tratta di orecchio e tutto il ragionamento che permette di identificare un acufene vero come legato all’idrope, perde di significato.

Bisogna peraltro dire che nonostante molte ricerche da me effettuate, che hanno permesso ad esempio di far comparire o scomparire la pulsazione con cambiamenti di posizione, non sono in grado di definire l’esatto meccanismo con il quale l’aumento del liquido endocranico determinerebbe la maggior percezione locale del passaggio di sangue nei vasi endocranici vicino all’orecchio.

In pratica so curarlo e nella maggior parte di casi con successo, ma non so dire con certezza perché riesco a curarlo nonostante io abbia una teoria piuttosto logica in proposito.

Quando questo sia l’unico disturbo da trattare la terapia viene avviata in modo diverso rispetto alla terapia di avvio standard per idrope perché obiettivo primario non è in questo caso la cura dell’orecchio ma la riduzione della pressione intracranica.

La terapia di attacco nel nuovo protocollo 2019 prevede pertanto in questo caso solo dieta per dieci giorni e due fleboclisi di mannitolo che sono indispensabili.

L’aggiunta di neurofarmaci è indicata in questo caso solo quale terapia anti-ansia o per situazioni particolarmente invalidanti o che compromettano il sonno.

Qualora ci fossero però altri disturbi da trattare (es acufene “vero”o vertigini) è necessario avviare con la terapia di avvio standard con tutte le componenti, così come se questa terapia di avvio semplificata non desse risultati sufficienti.

Indipendentemente dall’esito della terapia, potete comunque stare tranquilli che l’unica causa “pericolosa” che possa determinare la percezione costante e sempre presente del proprio battito cardiaco nell’orecchio sono i tumori glomici (chemodectomi) ed eventuali anomalie vascolari.

Nonostante la rarità di questi disturbi, in presenza di un “acufene” pulsante vascolare sempre presente, ovvero senza alcuna remissione, è indicato eseguire una risonanza magnetica della testa e del collo con contrasto o preferibilmente una angio-RM della testa e del collo che deve obbligatoriamente essere effettuata qualora questa terapia iniziale non dia risultati e il disturbo persista, da chi ha la percezione costante (e non solo incoatnte per copertura di rumore esterno) del proprio battito cardiaco.

Non ha alcun senso invece pensare a patologie vascolari o tumori vascolari se questo rumore peri-auricolare pulsante è incostante e non sempre presente anche nel silenzio.

#liquidi #rumore #pulsazione #acufene #acufenipulsanti #orecchio #acufenepulsante

16 visualizzazioni