Idrope news acufeni, cura, idrope, ipoacusia, meniere, terapia, vertigini

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Otosclerosi? Spesso la diagnosi è sbagliata, e i riflessi mancano per l’idrope

L’otosclerosi o otospongiosi è una patologia dell’orecchio medio caratterizzata dalla crescita progressiva di osso in prossimità dell’ultimo ossicino dell’orecchio medio, la staffa, che ne limita in tal modo la mobilità progressivamente. Il suo sintomo tipico è una lenta e progressiva ipoacusia, ovvero riduzione dell’udito, di tipo trasmissivo. L’unica cura possibile è l’intervento chirurgico di stapedioplastica (SPL) (stapedectomia o stapedotomia), che però deve essere fatto solo quando la staffa si è completamente bloccata, il che comporta una riduzione dell’udito di almeno 40 dB.

Se non sapete proprio nulla di come funziona l’orecchio… guardate questo video introduttivo, o vi sarà difficile capire:


Nel nostro orecchio medio abbiamo un sistema di protezione dell’orecchio interno dai rumori forti e improvvisi, il  riflesso stapediale. Un piccolo muscolo inserito sulla staffa la trattiene, limitandone in tal mondo il movimento. Questo riflesso può essere provocato appositamente con un esame specifico, l’impedenzometria, per registrare la presenza o meno di riflessi stapediali.

Tradizionalmente la diagnosi di otosclerosi viene fatta sulla base del riscontro di riflessi stapediali assenti. In caso di otosclerosi essendo la staffa bloccata  il riflesso non funziona ovvero non riesce a tirare indietro la staffa, bloccata dall’osso esuberante. Immaginate di tirare verso voi una porta che però è chiusa a chiave. Se potessimo registrare graficamente il movimento della porta non registreremmo alcun movimento, perchè le due forze si contrappongono.

Ma mantenendo questo stesso esempio, esiste un altro caso in cui pur non essendo la porta chiusa a chiave, non registrereste alcun movimento. Se la porta è già aperta. In questo caso non potete tirarla ulteriormente verso di voi. Ovvero se qualcosa dall’altra parte la ha già spinta verso il vostro lato. Un esempio alternativo può essere quello dell testa del cavallo che voi tirate in dietro mediante le redini. Se il cavallo già estende la testa indietro, non potete ulteriormente fargliela estendere indietro e quindi non registrereste alcun movimento.


Guardate la figura per comprendere meglio l’anatomia della zona.

Il meccanismo con il quale avverrebbe però questo però è pura teoria, un mio modello personale con la quale cerco di spiegare un fatto indiscutibile e riscontrato su migliaia di pazienti (me compreso):  la scomparsa del riflesso stapediale è spesso, se si ripete l’esame a distanza di tempo reversibile, spontaneamente o dopo terapia per idrope, il che esclude in modo assoluto che causa di quel riflesso assente fosse il blocco meccanico della staffa, che è irreversibile. Quindi l’idrope può rivelarsi con la scomparsa dei riflessi stapediali che non è prova certa di otosclerosi!

E se i miei colleghi avessero fatto altrettanto ovvero ripetere un esame giudicato immodificabile a priori lo avrebbero rilevato anche loro. Ma per me il concetto di “a priori” non esiste e verifico sempre tutto…

D’altronde che molti sintomi siano erroneamente attribuiti all’otosclerosi quando sono i realtà da idrope è cosa certa, se si pensa che.. 1. L’otosclerosi, ovvero il blocco meccanico della staffa, da sola, non può in alcun modo dare acufeni, né vertigini, né fullness, ovvero sensazione di orecchio pieno. 2. L’ipoacusia, ovvero la riduzione dell’udito derivante dal blocco della staffa, è puramente trasmissiva e MAI FLUTTUANTE.. può peggiorare ma non può, se non sblocchiamo la staffa chirurgicamente, regredire…

C’è da dire che non raramente i due disturbi si presentano associati… Ci può davvero essere una otosclerosi, ma anche idrope.

Una ultima osservazione..i più attenti o acuti di voi, (soprattutto se avete guardato il video o sapete come funziona l’orecchio) potrebbero obiettare che se la staffa è meccanicamente spinta indietro dall’eccesso di liquidi, questo contrasta con la sua normale vibrazione e dovrebbe quindi comportare un certo grado di sordità trasmissiva… Ma infatti pur non essendo la regola questo si registra spesso, con l’esame audiometrico… ma viene erroneamente attribuito ad una iniziale otosclerosi..

Conclusione? Avete solo ipoacusia trasmissiva progressiva senza altri sintomi, senza acufene senza vertigine, con una ipoacusia già sui 40 db almeno progressiva (mai improvvisa e mai fluttuante, e riflessi assenti e vi propongono l’intervento per recuperare l’udito… ? Fatelo, quasi certamente la diagnosi è corretta e l’intervento se eseguito da chi lo sa fare davvero potrebbe  farvi recuperare l’udito senza particolari rischi. Ma prima chiedete  che vi ripetano più volte a distanza di tempo la ricerca dei riflessi stapediali. Se anche una sola volta dovessero tornare, la diagnosi è sbagliata.

Ma se avete anche solo una di queste condizioni, acufene o vertigine o senso di orecchio chiuso o bloccato o pressione nell’orecchio, l’acufene fluttua, l’ipoacusia è minore di 40 dB.. NON FATEVI OPERARE PRIMA DI AVER TENTATO TERAPIA PER IDROPE (vera!)

Piccola considerazione. Voi non lo sapete ma chi opera l’otosclerosi lo sa bene che una delle più temute complicanze, per fortuna abbastanza rara, dell’intervento è la fuoriuscita di liquido sotto pressione dall’orecchio interno che spesso comporta la sordità totale alla fine della procedura… Non dovrebbe già essere questo a stimolare la fantasia dei miei colleghi e a far pensare che forse dietro c’è un idrope?

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Questo sito è interamente progettato e curato dal Dott. Andrea La Torre (Roma 26-4-1965), Medico Chirurgo (Roma 1989), Specialista in Otorinolaringoiatria (Parma 1993), iscritto all'Albo dell'Ordine dei Medici di Parma al n. 4661. Ogni parte del sito può essere liberamente copiata e diffusa, ma si prega di riportare l'autore e inserire link alla pagina originale.