Idrope news acufeni, cura, idrope, ipoacusia, meniere, terapia, vertigini

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Se l’udito sale e scende…è SEMPRE idrope! E si cura…!

In questo post, utilizzando a sostegno solo basi di biologia, anatomia, fisiologia e patologia generale, valutando qualunque ipotesi alternativa, vi spiego perchè affermo, certo di non poter essere smentito da nessuno che:

Una ipoacusia neurosensoriale fluttuante caratterizzata da fasi di riduzione e alterazione dell’udito e fasi di totale remissione con ritorno funzionale alla normalità seppur per momenti anche molto brevi, è sempre dovuta ad una alterazione dei liquidi labirintici e non a danni che comunque non sarebbero mai dimostrabili.

Non si comprende altra possibilità diagnostica differenziale circa la patogenesi di questo sintomo se non il meccanismo da me definito “disfunzione idromeccanica” ovvero l’idrope. Per tale motivo l’ipoacusia fluttuante andrebbe definita “ipoacusia idromeccanica dell’orecchio interno” più che “neurosensoriale” indicando con questa definizione che in realtà gli elementi neurosensoriali dell’orecchio interno (cellule ciliate e fibre del nervo) sono intrinsecamente integri ma hanno un impedimento funzionale legato a fattori di tipo meccanico. In caso di ipoacusia fluttuante con remissione parziale, quanto sopra può comunque essere affermato relativamente alla quota fluttuante, mentre non possiamo essere sicuri di nulla relativamente ad una eventuale quota fissa non variabile dell’ipoacusia, così come di fronte ad una ipoacusia fissa, stazionaria, invariabile o solo in progressivo aggravamento.

  1. Le cellule ciliate cocleari non sono capaci di “ammalarsi” e guarire. I tessuti, gli organi e gli apparati possono ammalarsi, recuperare o guarire. La cellula conosce solo due stati. Vita e morte. E per mantenersi in vita le cellule hanno bisogno di un costante apporto di sangue e ossigeno. Il tempo medio di sopravvivenza delle cellule ciliate all’ischemia (mancanza di sangue) e all’anossia (mancanza di ossigeno) è di circa 4-5 minuti. Superato questo lasso di tempo subentra inevitabilmente la morte cellulare, fenomeno irreversibile.

  2. Nell’orecchio interno ci sono solo tre elementi anatomo-funzionali

  3. Cellule ciliate

  4. Fibre del nervo

  5. Liquidi (endolinfa, perilinfa)

  6. Due di questi elementi (cellule e fibre del nervo, prolungamenti del neurone) sono elementi definiti “perenni” secondo l’antica classificazione di Bizzozzero. In pratica un danno di queste strutture è destinato ad essere un danno permanente senza possibilità di rigenerazione.

  7. Conclusione = In caso di ipoacusia fluttuante sono i liquidi e non le cellule e i nervi ad essere alterati

Quali sono le possibile ipotesi alternative? Per ignoranza purtroppo anche delle più elementari basi della medicina da parte di molti medici, ma spesso anche per altre ragioni meno nobili, che tralascerò in questa sede…

Qualcuno racconta ai pazienti che ci potrebbe essere una ischemia transitoria (mancanza di sangue per blocco della circolazione) dalla quale deriverebbe una sofferenza cellulare transitoria. La fisiologia della circolazione e la biologia ci insegnano che questo non è possibile. Se le cellule ancora ce la fanno a mantenere la propria autodifesa strutturale restano vive e funzionanti e non vi è motivo per cui si debba sviluppare una ipoacusia. Superato un periodo di circa 4 minuti, lo abbiamo già detto sopra, la cellula muore e questo evento è irreversibile così come irreversibile dovrebbe essere l’eventuale sintomo da questa “morte cellulare” derivante, non avendo la possibilità di rimpiazzare le cellule morte.Ho sentito perfino parlare di infiammazione reversibile, crisi allergiche o legate alla autoimmunità,  e addirittura di infezione virale reversibile.

Non mi risulta che all’interno dell’orecchio interno vi sia la possibilità di veri processi infiammatori se non trasmessi dall’orecchio medio e questi sfociano sempre in un danno irreversibile (“labirintite”). Eventuali alterazioni autoimmunitarie o presunte infezioni virali (mai confermate nell’orecchio interno in realtà, o meglio mai è stato confermato che il riscontro di virus o reazioni anticorpali siano associati con la sintomatologia) comunque agirebbero creando in via diretta o indiretta la morte cellulare, per cui vale quanto sopra. Non ci potrebbe poi essere reversibilità.

Qualunque altra teoria riguardante un possibile ruolo della “cervicale” o dell’articolazione temporomandibolare, sin troppo spesso tirate in ballo, si scontra con il dato anatomico e fisiologico che non esiste alcuna relazione né anatomica né funzionale con l’orecchio interno.

Cosa possono aggiungere gli esami diagnostici a quanto già ricaviamo dalle basi di biologia, anatomia, fisiologia e patologia generale?

Non esiste alcun paziente nel quale se correttamente eseguite non vi siano prove diagnostiche in grado di testimoniare l’idrope. Una di queste in particolare, l’elettrococleografia,  è considerata da TUTTI gli specialisti a livello internazionale come l’esame in grado di dimostrare l’idrope. Il che poi nemmeno è vero perché dimostra in realtà una alterazione elettrofisiologica associata all’idrope. La tecnica originale, eseguita inserendo un ago attraverso il timpano non viene più eseguita quasi da nessuna parte, in quanto invasiva e di no semplice attuazione di routine. Usando la tecnica peritimpanica, ideata negli Stati Uniti  anni fa e da me personalmente importata e diffusa in Italia che prevede l’inserimento di uno speciale elettrodo a contatto con la superficie esterna del timpano senza necessità di perforare la membrana, ho potuti confermare la presenza di idrope nel 100% dei casi studiati, su migliaia di pazienti. E un dato interessante è che un certo grado di idrope, generalmente minore si trova anche nell’altro orecchio perfino quando questo non ha alcun sintomo e in moltissime persone che non riferiscono alcun sintomo a carico dell’orecchio. Questo potrebbe far dubitare della reale attendibilità dell’esame, ma la verità è che comunque l’idrope è frequentissimo ma non sempre si manifesta con sintomi. Serve probabilmente qualcosa in più, ma non sappiamo identificare questo qualcosa..

Trovare l’idrope, di per sé fenomeno frequentissimo nella popolazione generale, non significa riconoscerne quindi la responsabilità esclusiva che resta valutabile solo sulla base del ragionamento logico sul sintomo. Quello fatto sopra. E che non fa nessuno!

Cosa significa tutto questo sul piano della diagnosi e della terapia?

Riconoscere quanto sopra permette di riclassificare le ipoacusie in generale in tre distinte categorie rispetto alle due oggi utilizzate:

A) L’ipoacusia trasmissiva, legata a semplice alterazione del meccanismo di conduzione, trasmissione ed amplificazione a livello dell’orecchio esterno e medio, sempre trattabile mediante procedure specialistiche (es..asportazione tappo di cerume, insufflazioni), terapia medica specifica (es. otiti acute), terapia chirurgica (es. colesteatoma, otosclerosi)

B) L’ipoacusia neurosensoriale “vera” dovuta a perdita irreversibile di elementi funzionalmente indispensabili alla funzione uditiva, cellule ciliate e fibre del nervo. Le cause esatte di queste forme di ipoacusia sono e restano sempre sconosciute. Non esiste alcun modo per confermare in vita o in assenza di una biopsia, che non è eseguibile,  la condizione di danno permanente neurosensoriale, che resta quindi diagnosi solo ipotetica e sin troppo abusata. Al momento non esistono per questo tipo di ipoacusia soluzioni diverse da quelle protesiche (protesi acustiche tradizionali o impianti).

C) L’ipoacusia da disfunzione idromeccanica dell’orecchio interno, ovvero con cellule e nervi sani ma impediti nella loro funzione da un alterata meccanica dei liquidi labirintici presumibilmente per alterazione del loro volume e della pressione da questi esercitata (idrope). Questo tipo di ipoacusia è sempre trattabile potendo trattare l’idrope, ma mai “guaribile” non conoscendo al momento alcun modo per effettuare una cura definitiva sull’idrope stesso allo scopo di garantire l’assenza di recidive possibili (guarigione). L’alterazione può essere sia nel compartimento perilinfatico, sia di tipo endolinfatico visto che nell’orecchio ci sono in realtà due diversi liquidi in compartimenti diversi. Alle due varianti (idrope perilinfatico e idrope endolinfatico) potrebbero corrispondere due diversi gradi di risposta alle terapie o due diverse evoluzioni.

Una sottovariante potrebbe essere l’edema delle fibre nervose (al di fuori quindi dell’orecchio interno in senso stretto) , ma anche in questo caso si tratterebbe comunque di un effetto di compressione sulle fibre del nervo dovuto ad eccesso di liquido. Stati di disfunzione transitoria e reversibile dei nervi da edema del nervo sono possibili e noti (esempio la paralisi del facciale). Ma alla fine sempre di liquidi si tratterebbe.

Riconoscere quanto sopra permette inoltre di affermare quanto segue:

Qualunque ipoacusia reversibile non derivante dall’orecchio esterno o medio, indipendentemente dal tempo trascorso, dall’andamento nel tempo, dalle sue caratteristiche di stazionarietà o fluttuazione, da altri sintomi associati o meno, ed indipendentemente dal fatto che la reversibilità sia stata spontanea o con terapia, transitoria o a lungo termine, è sempre in parte o in tutto ( a seconda che la reversibilità sia totale o meno) un ipoacusia da disfunzione idromeccanica (idrope) e non è mai causata solo da danni incurabili a cellule o fibre del nervo.Non esiste alcun modo di escludere la possibilità futura reversibilità, spontanea o dietro terapia, in nessun paziente (nemmeno in caso di ipoacusia stazionaria)  e per nessuna possibile causa associata (esempio trauma acustico) se si esclude l’anacusia da esiti chirurgici o da assenza /distruzione del labirinto.  

Riconoscere quanto sopra però significherebbe stravolgere il settore della protesizzazione acustica e degli impianti cocleari… che sopravvivono sul “non c’è nulla da fare”….

Riconoscere quanto sopra permette di rivalutare il significato delle terapie per ipoacusia fluttuante, visto che qualunque terapia deve essere considerata o priva di relazione e di efficacia nonostante occasionalmente seguita da un casuale successo non dipendente dalla terapia stessa, a meno che la terapia in questione non sia in grado di agire sull’idrope.  E’ un colossale errore pensare di poter riconoscere cause partendo dalla terapia quando il meccanismo d’azione noto di questa (ovvero l’indicazione per la quale è stata prescritta) si scontra con basi certe di anatomia e fisiologia. Esempio classico quello dei vasodilatatori o farmaci per la microcircolazione che mai e poi mai potranno essere efficaci in quanto “vasodilatatori” o “fluidificanti” poiché per quanto sopra la circolazione non ha e non può avere alcun ruolo specifico in un ipoacusia fluttuante. E al momento nessun altro ruolo correlato all’idrope è stato riconosciuto possibile. E infatti non funzionano praticamente mai. Il fallimento della terapia in questo caso è “prevedibile” a priori.

Anche terapie spesso efficaci o comunque statisticamente associate a un possibile recupero quali ad esempio le sedute di camera iperbarica, devono il possibile esito positivo a fattori ritenuti meno importanti o diversi da quali per i quali vengono prescritte. Ad esempio la camera iperbarica non svolge sull’orecchio idropico alcun ruolo sulla microcircolazione o fornendo ossigeno che in realtà non è mai venuto a mancare (o sarebbero morte in modo irreversibile cellule), ma certamente svolge un possibile ruolo meccanico pressorio che può essere il vero meccanismo che ne determina la possibile efficacia. Ovvero nell’ossigenoterapia iperbarica l’ossigeno non conta, conta l’iperbarica!

Che quadro generale ricaviamo da tutto questo…

  1. Tra gli Otorinolaringoiatri e gli Audiologi di tutto il mondo ci sono una marea di ignoranti che non sanno nemmeno le più elementari basi della Medicina?

  2. Tra gli Otorinolaringoiatri e gli Audiologi di tutto il mondo ci sono una marea di menefreghisti che non sprecano nemmeno un minuto a pensare alla diagnosi più giusta o alla terapia migliore?

  3. Tra gli Otorinolaringoiatri e gli Audiologi di tutto il mondo ci sono una marea di speculatori che vengono remunerati dalle aziende di potesizzazione acustica o dai singoli audioprotesisti o centri e che ovviamente non hanno alcun interesse a cercare possibili cure alternative?

  4. Tra gli Otorinolaringoiatri e gli Audiologi di tutto il mondo ci sono una marea di ignavi indottrinati incapaci anche solo di avere una propia idea?

Purtroppo tutte e quattro le ipotesi sono vere!

#celluleciliate #idrope #ipoacusiafluttuante

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Questo sito è interamente progettato e curato dal Dott. Andrea La Torre (Roma 26-4-1965), Medico Chirurgo (Roma 1989), Specialista in Otorinolaringoiatria (Parma 1993), iscritto all'Albo dell'Ordine dei Medici di Parma al n. 4661. Ogni parte del sito può essere liberamente copiata e diffusa, ma si prega di riportare l'autore e inserire link alla pagina originale.